Roberto Re

Peak performance coach

Impegnati ogni giorno ad essere sempre più leader di te stesso!

Posted in Coaching & Training, IMHO on 31 maggio 2016 at 2:27

[3 MOTIVI PER I QUALI E’ BENE ALZARE IL C… E FARE CHILOMETRI PER FREQUENTARE UN CORSO!!!] (e perché se non sei disposto a farlo io nemmeno ti ci voglio…)

tumblr_njnwfk2r6P1s0d70ho1_1280Ogni volta che si avvicina un mio seminario importante, ricevo numerosi messaggi da parte di persone che mi chiedono se e quando si terrà lo stesso corso nella LORO città.

In questo articolo ti spiegherò perché questa mentalità è davvero deleteria e perché non genera risultati, anche e soprattutto da un punto di vista di formazione personale.

Prima di andare avanti, è importante fare una distinzione.

Quelli che dicono che i corsi sono troppo “lontani” (alcuni lo dicono già quando la location si trova a più di 30 km da casa loro!) tendono a dividersi in due tipologie:

- i “lamentosi”, cioè quelli che lamentano il fatto che io non vada a tenere il corso dalle loro parti (“Perché non vieni mai in Sardegna, Calabria, Valle d’Aosta, ecc.?!?”)
- i “comodosi”, cioè coloro che fondamentalmente hanno qualche difficoltà o poca voglia di muoversi e chiedono se c’è l’opportunità di partecipare nella loro zona.

I primi sono, in genere, di un “provincialismo” davvero fuori dal tempo! Voglio dire, mi sembra facilmente comprensibile perché i miei corsi più importanti non si tengano in zone d’Italia tipo la Sardegna, la Calabria, la Basilicata, la Valle d’Aosta, l’Alto Adige, Molise, ecc.
E’ ovvio che quando raggruppi gente da tutta Italia, sia d’obbligo scegliere una location che sia facilmente raggiungibile e ben servita, possibilmente in una zona abbastanza centrale, così da venire incontro alle esigenze della maggioranza delle persone.

Voi non fareste lo stesso?

Se qualcuno abita a Sassari, Matera, Bolzano, Brindisi, Enna, Pordenone, mi spiace moltissimo, ma i miei corsi principali si tengono tendenzialmente a Milano, Roma e Bologna o al limite in Riviera Romagnola, zona facilmente raggiungibile e dotatissima di strutture con un ottimo servizio e rapporto qualità/prezzo.

La scelta di una location particolare deve avere delle motivazioni ben specifiche:
porti la gente a fare il corso in Sardegna o in Sicilia se vuoi in qualche modo sfruttare il mare, o in Alto Adige se vuoi utilizzare un’hotel di montagna con Spa spettacolare, oppure a Montecarlo se vuoi fare il figo e dare un tocco di internazionalità al programma (o magari per buttare un po’ di “fumo negli occhi” o per evadere le tasse! ;-) . Altrimenti la sede deve essere quella che ottimizza i pregi e minimizza i difetti, in primis in termini di spostamenti e costi.

I secondi, i  “comodosi”, cioè quelli che “preferirebbero” non doversi spostare per frequentare un seminario, ma poterlo fare sotto casa, li capisco ed è assolutamente comprensibile la loro richiesta… Dopotutto la comodità fa piacere a tutti!

Ma dopo oltre 25 anni di frequentazione assidua del mondo della formazione, posso dirti con certezza che se hai deciso di dedicare alcuni giorni a frequentare un corso per imparare qualcosa di utile per la tua professione o per la tua vita personale, ricorda che PER OTTENERE I MIGLIORI RISULTATI POSSIBILI DA UN CORSO FULL-IMMERSION E’ MOLTO MEGLIO ANDARE A FARLO DISTANTE DA CASA, IN UN’ALTRA CITTA’, ANZI, ADDIRITTURA, SE POSSIBILE, IN UN’ALTRA NAZIONE!!!

Ti elenco i 3 benefici principali per cui dovresti assolutamente spostarti il più lontano possibile da casa quando devi frequentare un corso di formazione:

1)   In generale, doversi muovere e macinare chilometri per poter fare qualcosa, implica un atteggiamento mentale diverso dal solito. Richiede infatti un po’ più di impegno, più desiderio, più voglia del normale. Si fanno chilometri per incontrare una persona che ti piace davvero, per un colloquio di lavoro che ti interessa veramente, per assistere al concerto del cantante che ami alla follia, non per cose di poco conto. Per cui dover viaggiare per frequentare un corso è già un primo filtro: sei disposto a farlo oppure no? Parteciperesti solo se si tenesse dalle tue parti? Allora il consiglio spassionato è di non farlo affatto, perché difficilmente con così poca motivazione otterresti risultati apprezzabili! Se non sei disposto a fare 4 ore di viaggio per imparare qualcosa di buono, quante possibilità ci sono che tu sia disposto a impegnarti, studiare e applicare con costanza i nuovi metodi che imparerai?

2)   Staccare fisicamente dall’ambiente in cui viviamo quotidianamente, aiuta tantissimo a concentrarsi su ciò che si vuole apprendere, evitando distrazioni e ogni tipo di defocalizzazione. Il segreto è proprio rendere l’esperienza quanto più “full immersion” possibile! Se decido di investire tempo e denaro per imparare qualcosa, voglio vivere “h24” quell’esperienza, immergendomi completamente nella materia, in modo da ottenere il miglior risultato che sono in grado di raggiungere nel poco tempo che ho a disposizione!
Pensa a un esempio tipico di apprendimento intensivo: qual è il modo migliore per imparare una lingua? Andare sul posto, giusto? E cosa può rallentare anche in quel caso l’apprendimento? Stare a contatto con compatrioti e continuare a parlare la propria lingua!

Il miglior modo per imparare un nuovo idioma non è solo andare sul posto, ma sarebbe, possibilmente, interrompere ogni forma di comunicazione verbale o scritta con il nostro paese d’origine, obbligandoci a vivere al 100% immersi nella nuova realtà, obbligandosi a pensare, comunicare, respirare, mangiare in quella lingua ogni istante della giornata per più giorni!
Sarà stancante all’inizio? Sì.
Il nostro cervello farà fatica? Sì.
Ci mancherà il nostro habitat? Sì.
Ma se potessimo davvero fare questo, impareremmo a comunicare sufficientemente bene in quel nuovo linguaggio nel minor tempo possibile!
Frequentare un corso è la stessa cosa: più riesco a rendere l’esperienza “full-immersion”, più la mia mente penserà solo a quello, creando le condizioni per un apprendimento intensivo che permetterà di portare a casa molto di più, in minor tempo.

3)   Tornare a casa la sera vuol dire anche incontrare le persone che sono parte del nostro normale ambiente di vita. Per carità, mi auguro davvero che tornare a casa per te sia estremamente piacevole e riabbracciare la sera i tuoi figli, il tuo compagno/a, i tuoi familiari o, semplicemente, i tuoi coinquilini, sia per te una cosa bella e piena di amore!
Ma se in quei giorni è per te necessario dedicare energia al tuo obiettivo, cioè “imparare”, le attenzioni che le persone che ami ti richiedono, per non parlare delle possibile rotture di scatole che, nella vita reale, fanno normalmente parte di qualsiasi tipo di rapporto, non sempre lavorano in quella direzione.
Al contrario se nelle pause del corso “stacco la spina” mangiando un boccone o facendo due chiacchiere con le persone conosciute al corso, anche nel caso in cui la confidenza sia minima, non sarà mai uno “staccare” vero e proprio, perché inevitabilmente, chiacchierando, si finirà a commentare ciò che è stato detto o è stato fatto in aula, a condividere considerazioni o esperienze, a scambiarsi naturalmente i propri punti di vista, spesso diversi e contrastanti.
Tutto questo diventa un incredibile valore aggiunto all’esperienza del corso e una straordinaria opportunità di ampliare le proprie vedute, acquisire nuove informazioni e consapevolezze.

Questa riflessione che ti invito a far tua e a commentare, se vuoi, attraverso le tue esperienze dirette, mi porta sostanzialmente a due conclusioni…

La prima, è quella logica e razionale: continuerò a tenere i miei corsi in luoghi che si prestano a facilitare gli spostamenti per tutti i corsisti, i trainer, lo staff e perfino per me. Quindi no, non farò eccezioni anche se continuerete a chiedermelo, per cui… SMETTETELA!!! :-)

La seconda è un po’ più “tosta” da digerire, se sei fra quelli che non vogliono “alzare il culo” per andare a seguire un corso “lontano”, ma mi sento di dovertela comunque sottolineare:
se non riesci neppure a superare un limite piccolo come quello degli spostamenti (nel terzo millennio poi!), forse fai bene a non iscriverti proprio a quel corso e a non farlo affatto, nemmeno se fosse tenuto sotto casa tua!

Perché, sinceramente, quante possibilità ci sono che tu possa realizzare i tuoi obiettivi se sei così pigro e se un misero ostacolo (che in realtà abbiamo visto qui non esserlo, ma anzi essere un vantaggio) è sufficiente a fermarti e a farti rinunciare a qualcosa che dici di volere?

Per cui, in tutta amicizia, sono il primo io a dirti che, se hai quel tipo di mentalità, è meglio che quel corso proprio non lo fai! Risparmi tempo e soldi (e chilometri!).

Quantomeno non venire a fare i miei!

I miei corsi non sono affatto un luogo di ritrovo per pigri (proprio no).
I miei corsi sono per persone determinate a fare di più, che sono in grado di liberare uno o più weekend all’anno e dedicarlo al loro miglioramento. Sono per persone che sanno cosa vuol dire sacrificio, sanno cos’è l’impegno e amano le sfide.

Non ho mai detto in vita mia che ottenere grandi risultati sia FACILE: richiede impegno e voglia di farlo.
Spostarsi per venire a Milano, Pesaro, Roma, Bologna o AltraCittà che sia, è il requisito MINIMO per poter essere un mio corsista.

Mettiamola così: per essere un mio studente… lo devi volere e te lo devi meritare essendo disposto a metterci del tuo, e non parlo solo della quota di iscrizione!

Lavoro nel mercato della formazione da ormai venticinque anni e se nessuno ha mai ottenuto i risultati che continua a ottenere dopo così tanto tempo la mia organizzazione, è anche perché non mi va proprio di “raccattare” chiunque e metterlo in aula solo perché paga qualche soldo!

Mi va invece di creare un ambiente che favorisca la crescita e l’apprendimento di ogni mio singolo studente, grazie al supporto del team fantastico che mi affianca ormai da anni e grazie al fatto di avere persone presenti in aula che siano tutte propositive e vogliose di crescere e di migliorare.
Mi va di circondarmi di persone con una mentalità di successo che vogliano essere accompagnate al “next level” e che non si fermano, che non indietreggiano (e se lo fanno, è solo per prendere la rincorsa!); di persone che guardano al futuro con occhi accesi e vivono il presente con la voglia di farcela, di riuscire, di non mollare.

In pratica non ho il benché minimo pregiudizio sull’età, la forma, la pelle, il titolo di studio o altre cose ininfluenti ai fini del risultato… Sono però “razzista” nei confronti delle persone che vogliono ottenere senza dare, che vorrebbero la pappa pronta e che in quella condizione ci sguazzano.
Quelli che sono bravissimi a lamentarsi, ma mai che muovessero un dito per cambiare le cose e muoversi verso orizzonti più rosei.

Quindi, se sei una persona appassionata, intelligente, sveglia, ambiziosa, coraggiosa e mossa da una forte volontà, allora sei potenzialmente accettato al prossimo Emotional Fitness dell’1-2-3 Luglio a Milano o a qualsiasi altro dei miei seminari full-immersion che verranno! (e se vuoi avere info clicca qui: http://leadership.robertore.com/emotional2016/)

Se invece sei uno di quelli che proprio non ce la possono e non ce la vogliono fare, allora lascia pure questa pagina e continua con le tue cose e le tue lamentele.

Ricorda, per passare al next level, vai qui: http://leadership.robertore.com/emotional2016/

Io, per quello che può valere, combatterò sempre la pigrizia, la paura, le cattive abitudini e i cattivi pensieri. Se vuoi, tu puoi iniziare a farlo con me. Ti aspetto.

Al tuo successo,

Roberto Re.

Posted in Primo Piano on 20 aprile 2015 at 1:02

Diventare veramente Leader di se stessi? Migliaia di persone ci sono già riuscite scoprendo in soli 4 giorni che…

happyA ogni inizio di un nuovo anno, la maggior parte delle persone si cimenta spontaneamente in una consuetudine per certi versi allettante e simpatica: quella dei cosiddetti “buoni propositi”.

Forse perché ci piace pensare che le cose col cambio del calendario miglioreranno, ma fatto sta che sono davvero pochi quelli che a Capodanno non pensano a ciò che di positivo vorrebbero che accadesse nella propria vita da lì in avanti.

Esempi classici sono il voler raggiungere una determinata forma fisica o voler smettere di fumare, così come idee ancora più articolate e importanti che possono riguardare la sfera lavorativa (ad esempio cambiare professione o aprire una propria azienda) o quella personale (voler creare una famiglia o andare a vivere in un’altra città).

Ovviamente ognuno ha i suoi “buoni propositi” e posso immaginare che anche tu abbia i tuoi.

Se osserviamo il comportamento che hanno le persone dopo aver espresso i propri obiettivi per l’anno nuovo (o più in generale per un periodo futuro), possiamo suddividerle in almeno tre gruppi:

  1. Quelli che pochi giorni dopo si sono già dimenticate tutto (per tornare all’esempio della dieta, sono quelle che il 31 Dicembre parlano di riduzione di carboidrati e iscrizione in palestra, ma poi tutto rimane come prima e con il passare del tempo sono sempre più frustrate e fuori forma)
  2. Quelli che perseguono gli obiettivi (inclusi quelli in qualche modo suggeriti dal senso comune, dalla famiglia, dalla società) e incontrano mille resistenze in sé stesse, tanto che non raggiungono risultati o se li raggiungono si fanno un mazzo il triplo di quello che sarebbe mediamente sufficiente. E magari alla fine scoprono anche che quanto raggiunto, sotto sotto, non li appaga poi così tanto come avevano immaginato…
  3. Quelli che decidono obiettivi coerenti e allineati al tipo di persona che sono, ai loro valori più profondi  e fanno di tutto per raggiungerli. Anche per loro magari non sarà semplice ottenere i risultati voluti, ma queste persone sanno che hanno a disposizione il massimo del loro potenziale per compiere azioni efficaci. Sono le più motivate perché hanno chiarezza riguardo a cosa vogliono e perché lo vogliono.

Hai mai fatto caso a questa differenza di comportamenti, obiettivi e risultati tra le persone?

Posso garantirti che ci sono delle ragioni ben precise alla base della diversità di risultati ottenuti dalle persone negli esempi precedenti, ragioni che hanno a che fare, essenzialmente, con la qualità delle decisioni prese.

decisionePensaci bene: all’atto pratico noi siamo la somma totale di tutte le decisioni che abbiamo preso nella nostra vita fino ad oggi. E quindi quello che hai ottenuto e non, nelle varie aree della tua vita, è dipeso per la maggior parte da tutto quello che hai deciso e ritenuto di fare o non fare, intraprendere o meno.

Permettimi di essere diretto. Indipendentemente dal “gruppo” a cui appartieni, se anche tu spesso o saltuariamente, vivi una situazione problematica come quella da “buoni propositi vani o frustranti” e se da alcuni anni ti ritrovi a notare che desideri più o meno sempre le stesse cose senza che le situazioni siano cambiate, forse è arrivato il momento di considerare che se fai (o non fai) sempre le stesse cose, se pensi sempre nello stesso modo, se non sai cosa ti motiva davvero ad un livello più profondo, la storia è destinata a ripetersi all’infinito ed esprimere dei semplici buoni propositi non è esattamente una buona strategia, non trovi? ;-)

Quindi, prenditi qualche istante per te e prova a rispondere a queste domande:

  1. Sono certo di sapere esattamente cosa voglio per me ad un livello più profondo? Sono certo delle mie decisioni?
  2. Dove sarò, con chi sarò, come starò tra 1 anno, 3 anni, 5 anni proseguendo con i miei attuali schemi di pensiero? Che risultati otterrò?
  3. Quanto mi potrebbe costare in termini emotivi, personali, professionali, economici o di salute non cambiare o migliorare certe situazioni?

Queste sono alcune domande che talvolta pongo alle persone con cui lavoro.

Rispondere onestamente ti permette di capire meglio dove sei ora e di creare uno stimolo ad agire nel caso le risposte che ti sei dato non dovessero piacerti così tanto.

E se “non ti piacciono” voglio che tu sappia che ti capisco perfettamente. Infatti non è affatto piacevole provare sensazioni di frustrazione, tanto che a volte, per rendersi più accettabile la situazione, le persone preferiscono a un certo punto far finta che le cose che non riescono a raggiungere, dopotutto non interessino loro poi così tanto…

Ma se in gioco c’è la tua soddisfazione, la tua felicità e la tua realizzazione in questo caso forse ti interesserà conoscere quello che sto per svelarti, perchè sto per farti scoprire i principali motivi per cui le persone solitamente non raggiungono ciò che vogliono o per i quali vivono situazioni di perenne conflitto interiore, motivi che hanno a che fare, come abbiamo visto, con le decisioni che tutti noi siamo chiamati a prendere nella nostra vita, anche quotidianamente.

Ora, perché questo è importante? Perché è abbastanza evidente che qualunque cosa tu voglia migliorare, raggiungere o ottenere in qualunque area della tua vita, dovrai prendere delle decisioni riguardo a cosa vuoi e a come lo vuoi fare (e, chiaramente, compiere delle azioni in seguito).

Queste informazioni che stai per conoscere ti possono essere utili anche se già conduci un’esistenza appagante e felice, anzi, in questo caso ti invito a scoprire se le strategie che già utilizzi per giungere a ciò che ottieni sono in linea con quanto io stesso insegno alle migliaia di persone con cui lavoro. Per cui, da questo punto in poi, seguimi con attenzione.

I 5 elementi che influenzano le decisioni che prendi e che possono impedirti di vivere la vita che desideri

valori

Principalmente le tue decisioni sono influenzate da alcuni elementi chiave di cui normalmente non sei del tutto cosciente. Vediamoli uno a uno e per ognuno di essi prova a pensare a come ti senti al riguardo:

 

  1. Stati d’animo: evidentemente non è la stessa cosa prendere una decisione in un momento in cui sei euforico o prenderla in un momento di apatia. Imparare a gestire i propri stati d’animo, uscendo il prima possibile da quelli improduttivi per essere il più possibile “centrati” e fare le scelte migliori, è un’abilità molto importante e utile nella vita di tutti i giorni così come nelle situazioni più impegnative
  2. Focus/domande: il “focus mentale” è il nostro focalizzarci, concentrarci mentalmente su qualcosa. In automatico quando ci focalizziamo su qualcosa, tendiamo a escludere mentalmente altro. Il nostro focus è influenzato e indirizzato dalle costanti domande che ci facciamo attraverso il dialogo interno. Ovviamente un focus rivolto perennemente su quello che non va è uno dei modi migliori per non vedere neanche le opportunità di benessere e realizzazione che ci sono intorno a noi.
  3. Credenze: sono le convinzioni che hai al riguardo delle situazioni, delle persone, di te stesso e della vita più in generale. Ad esempio credere che il mondo è “un brutto posto” ti farà ottenere risultati molto differenti (di solito ben peggiori) rispetto al pensare che le opportunità per prosperare ed essere felici sono tutte intorno a noi.
  4. Riferimenti: sono le tue esperienze, o quelle di qualcun altro, a cui hai conferito credibilità. Sono quelle situazioni che hai vissuto o hai in qualche modo fatto tue, da cui hai tratto convinzioni o significati che continuano a influenzare le tue decisioni.
  5. Valori: sono le risposte alla domanda “Cosa è più importante per me nella vita?” e sono gli elementi che ritieni debbano esistere nella tua vita affinché tu possa considerarla con un senso. I valori sono il fattore più profondo, importante e fondamentale di tutti quelli che ti ho elencato e tra poco ti mostrerò in che modo influenzano e determinano, in ogni istante, la tua felicità.

Saper intervenire su questi elementi appena visti, oltre ad essere fondamentale per raggiungere ciò che desideri e dare una svolta in meglio alla tua vita, costituisce solo una parte di quello che i partecipanti al prossimo Leadership Seminar del 7/10 maggio 2015 a Pesaro faranno insieme a me in 4 giorni intensivi di lavoro su loro stessi, dove prenderanno definitivamente il controllo delle proprie vite!

Se desideri guardare le testimonianze delle edizioni passate, prendere maggiori informazioni e partecipare clicca qui:

Leadership Seminar - CLICCA QUI

Il vero segreto per una vita felice e appagante: conoscere i propri valori e regole!

Per evitare fraintendimenti ti dico subito che i valori non hanno a che vedere con il significato che solitamente diamo loro nel linguaggio comune (ad esempio “famiglia”, “lavoro”, “denaro”, ecc.).

Semplificando al massimo, possiamo dire che i valori sono quei profondi stati emozionali di piacere e di dolore che hanno il potere di motivarti intensamente e che costituiscono la tua “bussola interna”, fornendoti di continuo l’indicazione su cosa è giusto fare o non fare in ogni situazione affinchè le cose abbiano per te un senso che ti soddisfi.

Proprio per questo i tuoi valori determinano e sono alla base di ogni tua scelta e decisione e quindi, in pratica, di buona parte di ciò che otterrai e diventerai nella vita! E il motivo per cui hanno tutto questo potere su di noi, è che soddisfare i propri valori regala una meravigliosa sensazione di appagamento e felicità, dando l’idea che la vita sia esattamente come la vorremmo e pertanto saremo sempre inconsciamente spinti a non discostarci mai dai valori che ci muovono.

Ma la cosa importante che devi sapere è che i tuoi valori lavorano per te, così come per tutti, in maniera del tutto inconscia.

Proprio per questo la maggior parte delle persone non ha la benché minima consapevolezza di come tutto questo determini le proprie decisioni, comportamenti, quello che sono, quello che ottengono oppure non ottengono.

Inoltre con il tempo abbiamo sviluppato, senza saperlo, delle “regole” da soddisfare affinché possiamo provare e vivere i valori che per noi sono fondamentali. Si tratta delle cose che devono accadere affinché possiamo accedere, oppure no, al nostro personalissimo codice di valori per poter provare felicità!

Capisci quindi come tutto questo meccanismo che ci guida è abbastanza complesso e per di più nascosto? Come stupirsi poi se molte persone non ottengono nella vita quello che vogliono?

È come giocare a un gioco (la vita) di cui non si conoscono le regole: le probabilità di perdere (provare insoddisfazione e infelicità) sono troppo alte rispetto a quelle di vincere (provare entusiasmo e gioia) perché per provare reale e profondo appagamento dobbiamo, necessariamente, soddisfare delle precise regole che, in linea di massima, non conosciamo!

Inoltre alcuni valori e regole possono essere in “conflitto” tra loro (infatti si creano anche in base a nostre errate interpretazioni delle esperienze, insegnamenti ricevuti nell’infanzia, modi di pensare tramandati dalla famiglia, ecc.) e questo può far nascere auto-sabotaggi che bloccano e limitano enormemente le persone!

In altre parole: se ti chiedessi cosa vuoi veramente e che cos’è davvero importante per te, mi risponderesti magari elencandomi i tuoi obbiettivi personali e professionali, ma tutto questo potrebbe tranquillamente non coincidere con i tuoi valori e regole che, proprio perché operano al livello più profondo, sono in grado di determinare i tuoi comportamenti, generando blocchi, indecisioni e paure con la conseguenza che i tuoi risultati saranno scadenti o nulli. Un bel pasticcio vero?

Dopo quello che ti ho appena spiegato, è mio dovere essere corretto nei tuoi confronti e quindi voglio essere molto chiaro con te: se desideri raggiungere la massima realizzazione, una felicità duratura, una sensazione di sicurezza, di pace interiore e di totale congruenza che ti dia la spinta per ottenere ciò che vuoi nella tua vita, difficilmente potrai farlo senza conoscere perfettamente i tuoi valori, l’ordine in cui sono presenti in te e le regole che li soddisfano oppure no.

Difficilmente potrai farlo senza un processo che ti porti a prenderne il controllo e a sistemare i conflitti che potrebbero non permetterti di agire come sarebbe necessario.

D’altra parte prova a riflettere: quante possibilità hai di raggiungere ciò che ti rende davvero felice se non sai esattamente a cosa corrisponde per te la felicità a un livello più profondo? Come puoi arrivare a ciò che vuoi se un meccanismo più forte di te ha il potere di dirottarti senza che tu lo sappia?

E’ un po’ come andare per mare senza una rotta conosciuta e precisa, si potrebbe finire sugli scogli in ogni momento eppure… un’infinità di persone vive la propria vita così, in balia del vento, per poi lamentarsi di dove si trovano!

Quando tempo addietro (ormai quasi vent’anni fa!) ho scoperto e imparato tutto questo, mi sono subito reso conto dell’importanza enorme che avrebbe avuto in primis per la mia vita così come per quella delle persone a cui avrei potuto insegnarlo.

Ho quindi creato il mio corso più importante, una full-immersion in cui guido le persone attraverso un entusiasmante processo che è la soluzione perfetta al problema di non conoscere i propri valori e di non sapere come intervenire su di essi. E l’ho chiamato Leadership Seminar.

La soluzione per prendere le redini della propria vita

Se per te è arrivato il momento di scegliere sul serio la tua strada, di orientare la tua bussola interiore nel modo che vuoi tu anziché essere vittima di “manomissioni esterne” che potrebbero averti guidato fino ad ora, quello che devi fare è studiare questi argomenti e applicare su di te le tecniche che insegno al Leadership Seminar.

Infatti questo corso è uno dei pochi modi che esistano per compiere il processo che ti permetterà di conoscere i tuoi valori e ri-orientare la tua bussola nel modo più opportuno per andare dove vuoi, come più desideri e facendo molta meno fatica!

Nel concreto i benefici che avrai una volta terminato il corso saranno:

  • maggiore chiarezza su cosa vuoi davvero e perché lo vuoi
  • maggiore controllo della tua vita
  • un miglior rapporto con te stesso e con gli altri
  • maggiori risultati nella vita quotidiana, privata e lavorativa

Inoltre il metodo che insegno al Leadership Seminar è talmente efficace che funziona:

  • senza che tu debba aver alcuna abilità o conoscenza particolare
  • senza che tu debba formarti per mesi/anni o leggerti decine e decine di libri
  • senza che tu debba fare chissà che durante il corso se non divertirti ed applicare quello che imparerai

Se l’idea di partecipare ti ha ormai solleticato puoi farlo cliccando qui:

Leadership Seminar - CLICCA QUI

Il Leadership Seminar è il corso più intenso, profondo e coinvolgente che tengo e probabilmente è quello che più amo.

È infatti il seminario in cui ho inserito tutte le più efficaci e approfondite tecniche e conoscenze di sviluppo personale e psicologia del cambiamento.

Si tratta delle stesse strategie e tecniche che ho applicato per primo su me stesso e che mi hanno permesso di rivoluzionare la qualità della mia vita così come i risultati personali e professionali che ho ottenuto e ottengo tuttora.

Se vorrai partecipare sono le stesse tecniche che insegnerò a te e che ti permetteranno di sciogliere definitivamente gli ormeggi e andare verso ciò che vuoi in una maniera molto più consapevole ed efficace.

Cosa rende unico il Leadership Seminar:

  • È il corso più importante e profondo che tengo durante l’anno, parte integrante dell’HRD Academy, il programma formativo più esclusivo ed efficace che esista per la propria leadership personale.
  • Ha una formula super-collaudata in ogni minimo dettaglio che ha già accompagnato più di 7.000 persone in 17 anni ad esprimere il loro massimo potenziale in campo personale e professionale.
  • I risultati sono garantiti dalle migliaia di testimonianze delle persone che hanno già partecipato.
  • In nessun altro corso insegno gli stessi argomenti con la medesima intensità, profondità e cura del dettaglio.
  • Ti do la mia personale garanzia che quello che imparerai in questi 4 giorni ti permetterà di migliorare la tua vita per sempre. Non ti direi questo se non fossi assolutamente certo dell’efficacia del corso.
  • Il metodo è pensato per accompagnarti mano per mano e portarti a un livello di leadership personale mai raggiunto prima.
  • Durante il corso sarò assistito da un team straordinario composto da una decina di Coach super qualificati, alla guida di altri 40 preparatissimi membri dello staff. Si tratta di una qualità di supporto didattico che nessuna società di formazione in Europa può offrire ai propri allievi!

Il Leadership Seminar è perfetto per chi:

  • Vuole vivere l’esperienza di crescita personale più completa e entusiasmante che esista in Europa.
  • È già soddisfatto dei propri risultati e della propria vita e desidera fare quel salto in più che gli consentirebbe di avanzare con ancora più facilità verso la piena realizzazione.
  • Investe troppe risorse nel raggiungimento dei propri obiettivi in proporzione ai risultati ottenuti.
  • Ha la sensazione di non sapere con precisione che cosa desidera per sé nella vita personale e professionale.
  • Ha l’impressione di trovarsi sempre nelle stesse situazioni limitanti e compiere sempre gli stessi errori.

Viceversa il corso non è adatto a chi:

  • Vorrebbe risultati diversi ma non è disposto ad imparare nuove cose e mettersi in gioco.
  • Non ha intenzione di elevare i propri standard e prendere il controllo della propria vita.
  • Non è disposto ad investire su se stesso tempo, energia e denaro.

Il Leadership Seminar è realmente uno dei regali più importanti che tu possa farti e se vorrai sarò il tuo Coach per 4 intensissimi giorni che, te lo prometto, ricorderai per il resto della tua vita.

Se tutto quello che hai letto fin qui risuona dentro di te ed è in linea con i tuoi obiettivi, ti aspetto a Pesaro, per fare della tua vita il capolavoro che merita.

Roberto Re

P.S.: se ti sei accorto che ti piacerebbe imparare le cose che insegno al Leadership Seminar e sei ancora dubbioso, forse ti saranno utili queste altre informazioni:

  • Il corso è davvero alle porte e se non vuoi perdere un’occasione straordinaria per migliorare la tua vita per sempre è necessario agire ora e prenotarti. Se pensi che il corso faccia per te la cosa più sensata è contattarci ora!
  • Corsi del genere con questo livello di efficacia e completezza non esistono in tutta Europa, quindi in questo momento il Leadership Seminar è la tua unica possibilità reale e concreta.
  • Non esistono rischi a partecipare al corso. Le testimonianze delle migliaia di persone che lo hanno già frequentato sono la migliore garanzia che io possa darti.
  • È impensabile raggiungere gli stessi risultati del corso semplicemente leggendo dei libri (compreso il mio Leader di te stesso!) che non potranno mai avere la stessa efficacia di un corso dal vivo costruito ad hoc.
  • I nostri corsi fanno registrare molto spesso il tutto esaurito e non prenotarti in questo momento potrebbe costarti perdere la possibilità di partecipare a causa del possibile esaurimento dei posti disponibili. Non lasciare che questo accada.

Puoi prenotarti, guardare le testimonianze e prendere informazioni cliccando qui:

Leadership Seminar - CLICCA QUI

Qualunque decisione tu prenda, impegnati a fare della tua vita una splendida avventura.

 

 

Cambiare senza paura_tour

Posted in Coaching & Training on 11 marzo 2015 at 10:09

“Cambiare senza paura”, il nuovo libro per le nuove sfide

Milano, Torino, Venezia. E poi Bologna e Ancona. Ma anche Bari e Napoli, per risalire poi a Firenze e a Roma. Ogni sera una città diversa. Un vero tour a mo’ di Rockstar!… :-)

Si sta trasformando in una vera e propria girandola di sensazioni – motivanti e positive al tempo stesso – questo giro d’Italia che ho iniziato a compiere dal 23 febbraio scorso per presentare il mio nuovo libro “Cambiare senza paura”, pubblicato da Mondadori a circa undici anni di distanza dall’uscita del mio primo, “Leader di te stesso” (che resta il testo di formazione più venduto in Italia, con oltre 300.000 copie).

Riempire i teatri di mezza Italia, con una media di quasi 800 persone a sera, in un periodo in cui molti attori e comici di professione faticano a radunarne anche solo la metà, è davvero una grande emozione. Uno splendido esempio di riprova sociale, ormai giunto al giro di boa (dal 17 marzo, infatti, riprenderemo da Verona, per poi, in aprile, andare a Lecce, Salerno, Catania, Genova, Viareggio, Rimini, Trieste. E poi ancora a Milano e Roma per un ultimo bis e le “new entry” Brescia e Cagliari a fine maggio).

Insomma un primo bilancio davvero a grandi livelli, dove la risposta del pubblico sta raggiungendo picchi quantitativi e qualitativi. Lo vedo e lo sento dai messaggi che mi arrivano sui social network, dalle centinaia di autografi con dedica che ogni sera ho il piacere di firmare sulle nuove copie del libro. Dall’attenzione con cui le persone si accostano al tema del cambiamento, una sfida che non prevede pareggio, ma soltanto vittoria o sconfitta.

Questo libro nasce infatti da un’esigenza forte, fortissima, che ci circonda senza attenuanti. I vecchi schemi mentali risultano inefficaci sul lavoro, nelle relazioni, nel rapporto tra genitori e figli. Tutto è cambiato! E la cosa peggiore è far finta di nulla, rifiutare di prendere atto che il mondo intorno a noi viaggia ormai a una velocità che solo fino a pochi anni fa era impensabile anche solo da immaginare.

Durante questi “One Night Seminar”, vere e proprie sessioni di formazione dal vivo, racconto storie, esempi di cambiamento, veloci strategie per vincere questa sfida che tante paure, frustrazioni e ansie genera in moltissimi di noi. “Il cambiamento non va subìto – insisto con il pubblico – ma cavalcato e utilizzato positivamente”.

E devo dire che, girando l’Italia, ho scoperto ciò che già sapevo: ovvero che le domande, i timori così come le ambizioni sono più o meno le stesse, da Nord a Sud, da Napoli a Venezia, da Milano a Roma. Di contro, ho avuto conferme sul fatto che, a dispetto di una nazione che pare refrattaria al cambiamento e sempre più lenta in un mondo sempre più veloce, l’italiano che affronta il cambiamento a testa alta e con la giusta dose di coraggio, mette in campo una creatività e una velocità di esecuzione mentale che non ha pari al mondo. Peccato solo che mediamente continuiamo a essere un popolo di presuntuosi, anche un po’ superficiali. Decisamente portati a sentirci “di successo” non appena abbiamo imparato una mezza cosa, salvo poi mollare a metà percorso per mancanza di persistenza e overdose di procrastinazione. Ma sta a noi scegliere che tipo di persona essere: se l’italiano “vecchio stile”, costantemente legato a vecchi schemi e a vecchie scuse, oppure un cittadino di questo mondo diverso, difficile, ma al tempo stesso pieno di opportunità.

Un’ultima cosa mi sta a cuore segnalarti, visto il grande successo di queste prime settimane. Si tratta dell’APP che accompagna “Cambiare senza paura”, uno strumento digitale gratuito (per iOS e Android) per rendere la lettura di questo nuovo libro un momento coinvolgente e di grande interazione. Risorse, video, contenuti extra, suggerimenti: tutti scaricabili in pochi secondi! Un lavoro approfondito e meticoloso di cui vado particolarmente fiero e che rappresenta una novità assoluta nel panorama dei libri di formazione a livello mondiale. Per questo sento “Cambiare senza paura” come una proiezione tascabile della figura del Coach. Figlio di quest’era digitale, frenetica, ma di grande fascino e immense potenzialità.

Roberto Re


 

Posted in Diario HRD on 26 ottobre 2014 at 5:40

Italian Leadership Event 2014: nessuno può toglierci il talento!

Re e Pitzalis 2La forza incredibile, il coraggio, la determinazione a superare un evento così tremendo e drammatico. Un’energia che mi ha colpito come poche volte in vita mia. Nonostante sia passato qualche giorno dalla fine dell’Italian Leadership Event, quando ripenso alle parole di Valentina Pitzalis – la ragazza sarda a cui l’ex marito, in preda a un folle raptus di gelosia, ha dato letteralmente fuoco, sfigurandola per sempre – mi sale un brivido di adrenalina non facile da controllare.

Parto da qui, cari lettori del mio blog, per rimettere in fila alcune intense emozioni che mi hanno attraversato durante il recente weekend della Bicocca a Milano, in occasione di un evento che ho l’onore di organizzare e condurre da ormai quattro edizioni. E che è ormai diventato, per il pubblico che vi partecipa, una speciale occasione di crescita e di approccio alla leadership.

Sala 2Prima di ripercorrere brevemente alcuni episodi che mi hanno toccato e divertito, voglio condividere con voi la consapevolezza di aver accolto all’Italian Leadership Event una platea di “spettatori” di grandissima qualità. E scrivo “spettatori” tra virgolette perché in realtà non si sono limitati a “guardare” ma hanno partecipato con la stessa carica degli ospiti presenti sul palco. Un pubblico insomma di giovani e meno giovani, di professionisti, imprenditori e studenti davvero molto difficile da ritrovare in altri eventi sulla crescita personale, anche in giro per il mondo.

Di fronte a una sequenza di grandi personaggi dello spettacolo, della musica e dell’imprenditoria – fantastici per quanto riguarda la capacità di reagire alle sfide della vita – ho avuto il piacere di interagire con una platea composta da persone di notevole preparazione, curiose e interessate a migliorare giorno dopo giorno. L’ho maggiormente capito quando due ospiti (Selvaggia Lucarelli e Albertino) si sono casualmente incrociati nel backstage del palco, scambiandosi impressioni sul pubblico in sala. “Gran belle persone!” ha detto la Lucarelli al deejay più famoso d’Italia. E loro, di pubblico dai grandi numeri, se ne intendono davvero!

Torniamo ai personaggi. Oltre a invitarvi a guardare con interesse ed emozione il video linkato alla fine di questo post (una sintesi da me commentata della due giorni di evento e dei diversi ospiti saliti sul palco), e oltre a suggerirvi di rinavigare il sito web dell’evento dove ritrovare i concept e i dettagli delle due intense giornate di formazione, mi faceva piacere riassumere alcune pillole sparse qua e là relative ai passaggi che mi hanno maggiormente colpito. Sono spunti per chi era presente, ma soprattutto per chi non è riuscito a esserci di persona, e che invito quindi con tutto il cuore a non mancare all’edizione del prossimo anno.

RicciAntonio Ricci, inventore e produttore di programmi televisivi di sconfinato successo come “Drive In” e “Striscia la notizia”, ci ha divertito e motivato con numerosi episodi tratti dal dietro le quinte della sua professione. Peccato davvero per chi non c’era. Ciò che ci ha veramente colpito è la sua straordinaria capacità di gestire personaggi difficili del calibro di Beppe Grillo (di cui Ricci è stato per molti anni autore tv) e di decine di altre star dello spettacolo. Il suo più grande merito è quello di aver letteralmente inventato e nobilitato la professione di autore televisivo, elevandolo al rango dei registi e produttori. Il mio hashtag per Ricci è #genioindipendente.

ScabbioStefano Scabbio, presidente di Manpower Group Italia, la terza maggiore società al mondo nel campo delle Risorse Umane, ci ha intrattenuti a lungo sulle soft-skills. Si tratta di “meta-competenze” come la comunicazione, il problem solving, l’imprenditorialità, la capacità di lavorare in team che purtroppo in Italia non si insegnano a scuola, ma che risultano decisive per entrare e restare con successo nel mondo del lavoro. Un leader di talento non parte dal “cosa fare” o dal “come”: parte dal “perché” compiere una determinata azione. Il mio hashtag per Scabbio è #softskills

ColomboCarlo Colombo si definisce un architetto e designer. Ma è molto di più. Sul palco della Bicocca si è rivelato come un “portatore sano di creatività nel mondo”. Colombo è un imprenditore che discute i suoi progetti con personalità di altissimo livello, come capi di stato, magnati e grandi personaggi nel settore del made in Italy internazionale. Pur essendo una persona di indiscusso e riconosciuto successo, è un uomo di grande semplicità e valori profondi, ben piantato con i piedi per terra, che non ha paura di affermare che la crisi è un’incredibile opportunità di crescita personale e aziendale. Intervistandolo e sentendolo parlare, mi ha dato l’impressione di un uomo che gira il mondo per “fiutare” il talento, innamorato della creatività intesa come alfabeto e strumento di comunicazione trasversale e universale. Il mio hashtag per Colombo è #creativitàitaliana.

Re e PitzalisValentina Pitzalis è sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte del suo ex marito, che l’ha attirata in trappola con un inganno e le ha dato fuoco dopo averla cosparsa di cherosene. Valentina ha pubblicato un libro sulla sua incredibile e agghiacciante storia. Si intitola “Nessuno può toglierti il sorriso”. Per lei è proprio così, come dovrebbe esserlo per tutti noi. Nonostante il suo volto sia completamente sfigurato e ricostruito da decine di interventi di chirurgia plastica, lei non ha perso il sorriso, il coraggio, la forza di vivere e di portare la sua testimonianza in giro per l’Italia. Affinché episodi come questi non accadano mai più. Il mio hashtag per lei è #unsorrisoperVale (che è anche la sua pagina Facebook).

Re e Roby Facchinetti premioRoby Facchinetti, fondatore e voce storica dei Pooh, ci ha affascinati ed entusiasmati con decine di racconti e retroscena tratti dalla sua magnifica carriera. “Noi facciamo comunicazione, caro Roberto” ha detto a un certo punto della nostra intervista, “vendiamo emozioni!”. Come non dargli ragione? Le sue parole, i suoi gesti, i suoi sguardi stupiti da ragazzino, ci hanno fatto conoscere i risvolti di una persona meravigliosa, che per tutta la vita ha gestito un gruppo musicale di fama internazionale, nonché una famiglia composta da cinque figli importanti e diversi tra di loro. Facchinetti ci ha raccontato come per mantenere il successo sia fondamentale ritrovare ogni volta quell’energia e quella stessa passione dell’inizio. “Mai sentirsi scontati” ci ha ripetuto più volte. Ero quasi commosso nel leggere un suo post su Facebook, scritto solo poche ore dopo la fine dell’Italian Leadership Event. Ecco alcuni passaggi: “Mi è stato consegnato un importante riconoscimento, unico in Italia nel suo genere che viene dato a chi si è distinto e ha fatto la differenza grazie alle proprie doti di leadership […] Devo dire che questa intervista la posso tranquillamente inserire tra le più belle che ho ricevuto! Roberto Re è stato così “bravo” che è riuscito a farmi sentire a mio agio. Per oltre un’ora e mezza ho parlato in quest’aula completamente gremita con un pubblico arrivato da ogni parte d’Italia. Ho avuto l’opportunità di raccontarmi fino in fondo e di rispondere sinceramente anche a numerose domande molto interessanti, intelligenti, poste dal pubblico presente”. Il mio hashtag per lui è #vestirsidisole tratto dal saluto che Facchinetti stesso ci ha rivolto in chiusura: “Chiedete alla vostra energia di vestirvi di sole!”

SelvaggiaNel pomeriggio della domenica è arrivata con il suo flusso glamour Selvaggia Lucarelli, che proprio il giorno prima aveva ricevuto un importante Award come persona in Italia più influente su Twitter. Selvaggia è tante cose: opinionista, conduttrice televisiva, blogger, conduttrice radiofonica e scrittrice. Ma è soprattutto una donna intelligentissima e divertente, autoironica al punto da scherzare sulla sua bellezza da “Milf” e sul trattamento riservato ai molti detrattori. La Lucarelli ha investito tantissime energie per essere presente sui social network, ha capito che quel palcoscenico le avrebbe attirato una popolarità efficace e tagliata su misura per lei. “La televisione non restituisce quasi mai chi sei veramente” ci ha detto nel corso dell’intervista: per questo lei preferisce presidiare Facebook e Twitter, seguita da centinaia di migliaia di follower che aspettano quotidianamente le sue impressioni e i suoi commenti mai banali su costume e attualità. Esilarante il passaggio quando racconta come, sui social network, persone serie e di una certa età ridiventano ragazzini e praticano una seduzione da “bimbiminkia”. “Quarantenni, ve lo dico: corteggiate in maniera vintage. Avrete più successo!” ci ha detto tra gli applausi scroscianti del pubblico. Il mio hashtag per Selvaggia è #maibanale.

AlbertinoChiudo con Albertino di Radio DeeJay, dichiarando di essere un suo fan accanito da anni. Personaggio di grandissimo fascino (le sue ammiratrici vanno dai sessant’anni fino alle ragazzine coetanee dei suoi figli), Albertino ci ha intrattenuti con un sacco di aneddoti tratti dalla sua importante carriera al fianco di geni indiscussi come Fiorello, Jovanotti, Cecchetto e tanti altri. Compreso il fatto di essere il fratello minore di Linus, con cui non è facile rapportarsi e lavorare. “Per lui sono sempre il fratellino che lasciava la cameretta in disordine… Che palle! Se potessi, in radio sarei molto più punk”. Ecco, Albertino ci ha colpito per questa sua voglia continua di rinnovarsi, di non arrendersi agli stereotipi del deejay anni Novanta. Di avere ancora una passione e un’energia intensa per mettersi in gioco. Da direttore artistico nel vero senso del termine. Il mio hashtag per Albertino non può essere che #eternoragazzo.

Insomma, anche quest’anno è stato speciale!…
E per rendertene conto ancora di più, goditi ora il video che riassume tutti i momenti salienti e le emozioni intense dell’Italian Leadership Event 2014!  >>>  http://vimeo.com/109016588

Posted in Diario HRD on 21 ottobre 2014 at 12:10

Dopo un po’ di pausa, SBLOG!

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“Mi siete mancati”… si dice così, no?!? :-)

Questo post è rivolto a voi, cari e fedeli lettori di questo blog. A voi che avete sempre seguito le storie e gli eventi di questo magico strumento digitale. Per qualche mese vi ho un po’ trascurato: i progetti intensi, i numerosi viaggi, i cambiamenti logistici nella mia vita personale hanno occupato un tempo smisurato che non mi ha lasciato pause, né spazi per scrivere e pubblicare nuovi articoli.  E in tutta sincerità anche una serie di delusioni da smaltire, che, conoscendomi, mi hanno portato a scegliere di stare zitto piuttosto che scrivere quel che avevo nel cuore in quei momenti, evitando così di sfogarmi malamente sparando a zero su comportamenti e persone che non meritano certo particolare importanza… In compenso però ho portato avanti grandi progetti e ho letto e scritto molto in altri ambiti (presto vi parlerò della nuova collana “Libri da Leader”, uscita in questi giorni con Mondadori).

Ora, portato a compimento un mio grosso cambiamento di vita personale e professionale e concluso con successo il sempre spettacolare Italian Leadership Event, con l’inizio della stagione professionale che si affaccia al 2015, sono nuovamente pronto a riconvogliare energie fresche per raccontarvi un bel po’ di cose che stanno accadendo davanti e dietro le quinte del mondo mio e di HRD. Siete curiosi? Io al vostro posto lo sarei! ;-)

Seguite quindi con la consueta passione e partecipazione attiva le pagine di questo blog: torneranno a fare la loro comparsa gli storytelling e i retroscena di alcune nostre avventure, i commenti a episodi e personaggi dell’attualità e dello sport, le analisi e le notizie riferite al mondo della comunicazione e della leadership.

Nel quotidiano continuate con facilità a interagire con me sui social network tradizionali, Facebook e Twitter, che consentono un botta e risposta rapida e qualche affondo estemporaneo su casi eclatanti. (a tal proposito, nel caso non seguissi la mia pagina pubblica su Facebook, nella quale comunico costantemente news e info, eccoti il link: https://www.facebook.com/RobertoRePage. Su Twitter invece puoi trovarmi con @RobertoReHRD). Sul blog, invece, continuerò a proporvi contenuti più approfonditi e articolati.

Vi anticipo che, in parallelo a questo post, sto per chiuderne un altro dove vi racconterò le meraviglie che abbiamo vissuto all’Italian Leadership dello scorso weekend a Milano. Ospiti favolosi, un pubblico di grande qualità, dei formatori d’eccezione, un immenso staff dietro le quinte che hanno reso l’evento ancora più intenso e incisivo dei precedenti. Vi dico solo che sul palco della Bicocca avevamo tra gli altri un mito della musica italiana, uno dei numeri uno della tv italiana e quella che è considerata la persona più influente in Italia per ciò che riguarda Twitter. No, non è né Jovanotti né Matteo Renzi. Di chi parlo? Se eravate alla Bicocca, lo saprete di certo. Per gli altri, ve lo svelo nel prossimo post! ;-)

 

 

Posted in Diario HRD on 7 marzo 2013 at 4:29

Roberto, ti scrivo perché…

Ricevo centinaia di mail e messaggi privati su Facebook da parte di miei corsisti o dei lettori dei miei libri ed è la parte più bella del mio lavoro e indubbiamente quella che umanamente mi da di più!… Non pubblico praticamente mai quello che mi viene scritto, ma per una volta voglio fare eccezione.
Ho ricevuto due giorni fa questa bellissima mail da parte di Alessandra, una partecipante dell’ultimo Leadership Seminar svoltosi a Pesaro a fine gennaio scorso. La pubblico per due motivi: il primo è che è molto bella e scritta bene e spiega benissimo cosa può succedere a una persona quando si mette a posto dentro. Secondo, perché so molti di voi che mi leggono si sono detti “Prima o poi vado a farlo anch’io questo Leadership Seminar!”… Ecco. leggete le parole di Alessandra e, se vi risuonano, mettetevi subito in contatto con noi, perché il prossimo Leadership Seminar sarà dal 18 al 21 aprile e poi non se ne parlerà più fino a gennaio 2014!… E decidere di esserci potrebbe rivelarsi una delle decisioni migliori della vostra vita…

Ciao Roberto! Come stai?
Ti scrivo per ringraziarti dei meravigliosi giorni di Leadership Seminar a Pesaro e per raccontarti un po’ di conseguenze che quel corso ha avuto sulla mia vita quotidiana.. Ho aspettato un po’ a scriverti perché preferivo non farlo sull’onda dello sconvolgimento emotivo immediato e aspettare di vedere il riscontro nei giorni seguenti… Leggi tutto…

Posted in Coaching & Training on 12 febbraio 2013 at 11:00

Cosa abbiamo imparato?

Quante volte abbiamo ricevuto una vera e propria lezione di vita?
Ma soprattutto, in che modo ci è stata utile?

Lo scorso articolo abbiamo parlato di “Conoscere e apprezzare quello che è successo l’anno passato” e oggi vorrei fare con te un altro step in questa direzione.

Ripensando agli anni passati, tutti ci siamo imbattuti in un’esperienza che ci ha cambiato, magari anche una semplice chiacchierata con un parente o un amico che ci ha trasmesso qualcosa di veramente importante, offrendoci così una grande possibilità di crescita.
Può essere stato un momento molto bello da vivere, come è anche possibile che la cosa non sia stata così piacevole al momento, un po’ come uno spintone fuori dalla nostra zona di comfort, un piccolo terremoto interno.
Ma in ogni caso, è la “lezione” che è rimasta con noi la cosa più importante.

Anche le esperienze che gli altri condividono con noi attraverso i loro racconti, hanno un potenziale grandissimo e spesso si trasformano in grandissimi insegnamenti. E da questo punto di vista, al giorno d’oggi internet può giocare un ruolo chiave: abbiamo infatti la possibilità di incontrare quotidianamente sulla rete, oltre alla solità “spazzatura”, anche tantissime storie di persone che possono essere esempi straordinari: personaggi come Alex Zanardi o Nick Vujicic o la meravigliosa Simona Atzori, acclamata ospite dell’ultimo Italian Leadership Event, svoltosi all’Università della Bicocca di Milano. (guarda qui il bellissimo videoriassunto dell’evento!)
Non li conosciamo direttamente, eppure possiamo leggere le loro storie o vederne la testimonianza su YouTube in qualsiasi momento e farne tesoro. E solitamente tendiamo a condividere in rete queste esperienze riconoscendone un immenso potere: quello di scuotere le nostre credenze, spingendoci a uscire dalla nostra zona di comfort e dando forti stimoli verso il cambiamento. (continua a leggere…) Leggi tutto…

Posted in Coaching & Training on 23 gennaio 2013 at 4:44

Conoscere e apprezzare quello che è successo l’anno passato

Se c’è un periodo dell’anno dove tutti facciamo buoni propositi è quello compreso tra Natale e capodanno, vero? In quel periodo pianifichiamo, progettiamo e ci ripromettiamo di smettere o iniziare a fare una lunga lista di cose. E, molto probabilmente, qualche settimana fa, con la chiusura del 2012, nemmeno tu ti sei sottratto a questo rituale!…

Purtroppo, molto spesso, l’anno successivo buona parte delle persone fa la triste scoperta di non aver portato a termine quasi nulla di quanto si erano ripromesse…
Come mai succede?

Il perché è molto semplice: non bastano i “buoni propositi” di fine anno per mettere in pista il cambiamento desiderato nella nostra vita.
Se n’è accorta Jinny S. Ditzler, quando 30 anni fa ha elaborato il metodo Best Year Yet®, in italiano “Il Miglior Anno di Sempre”.
Ha realizzato un sistema – utilizzato negli anni da milioni di persone e diventato un vero best seller – capace di guidarci nella creazione dell’anno migliore della nostra vita. Potremmo dire che ha trovato la formula per trasformare i buoni propositi in realtà!

La “formula”, apparentemente semplice, racchiude in se un enorme potere: attraverso 10 domande ci guida in un percorso di 10 passi che finirà per fornirci le risposte, e di conseguenza le risorse, in grado di fare del prossimo anno, l’anno migliore di sempre.
10 domande capaci di farci riflettere, ragionare e agire di conseguenza. (Continua a leggere…) Leggi tutto…

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Posted in Coaching & Training on 29 novembre 2012 at 11:03

Quanto hai sul tuo conto corrente emozionale?

Esiste qualcosa di più complicato, del sottile equilibrio, che regola le relazioni interpersonali?

In tanti anni di corsi, a contatto con la gente, ho visto come i conflitti personali fossero spesso all’origine di problemi, diventati col tempo, di proporzioni impressionati.
Il famoso effetto “valanga”: da un’incomprensione apparentemente insignificante, si genera una rottura, che col tempo, diventa quasi irrisolvibile.

Di chi è la colpa?
Questa è la domanda che più piace a chi è coinvolto in problemi di natura personale.
Perché fino all’ultimo, l’orgoglio, l’ego e il senso di rivalsa devono farsi sentire: per spaccare il capello in quattro sulle responsabilità. Leggi tutto…

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Posted in Diario HRD, My Life, Success Stories on 18 ottobre 2012 at 2:36

Diario di bordo dell’Italian Leadership Event 2012

“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni diceva Shakespeare

Sognavo un grande evento con esempi italiani di leadership del mondo culturale, artistico, della moda, dello sport, dello spettacolo…

Nel 2011 con la prima edizione di Italian Leadership Event il sogno si è realizzato e quest’anno abbiamo replicato con nuovi importanti ospiti: la Medaglia d’oro olimpica di Londra 2012 Jessica Rossi, il Manager di Valentino Rossi, Davide Brivio, l’attesissimo Oliviero Toscani, Federico Grom, ideatore dell’omonima catena di gelaterie, Simona Atzori, la ballerina senza braccia che ha incantato Sanremo, Sergio Borra, master trainer della Dale Carnegie Italia, Paolo Crepet noto psichiatra e psicologo. Sul palco anche i comici Fabrizio Fontana e Giuseppe Giacobazzi che ci hanno fatto ridere ma anche riflettere. Come l’anno scorso il mitico Red Ronnie mi ha affiancato nella consegna degli Italian Leadership Awards a Elio Fiorucci, Gualtiero Marchesi e Simona Atzori.

Ospiti speciali in una location speciale, l’Università Bicocca di Milano per uno scopo speciale: sostenere con il ricavato la comunità Exodus di Don Antonio MazziLeggi tutto…