Posted in Diario HRD on 7 marzo 2013 at 4:29
Roberto, ti scrivo perché…
Ricevo centinaia di mail e messaggi privati su Facebook da parte di miei corsisti o dei lettori dei miei libri ed è la parte più bella del mio lavoro e indubbiamente quella che umanamente mi da di più!… Non pubblico praticamente mai quello che mi viene scritto, ma per una volta voglio fare eccezione.
Ho ricevuto due giorni fa questa bellissima mail da parte di Alessandra, una partecipante dell’ultimo Leadership Seminar svoltosi a Pesaro a fine gennaio scorso. La pubblico per due motivi: il primo è che è molto bella e scritta bene e spiega benissimo cosa può succedere a una persona quando si mette a posto dentro. Secondo, perché so molti di voi che mi leggono si sono detti “Prima o poi vado a farlo anch’io questo Leadership Seminar!”… Ecco. leggete le parole di Alessandra e, se vi risuonano, mettetevi subito in contatto con noi, perché il prossimo Leadership Seminar sarà dal 18 al 21 aprile e poi non se ne parlerà più fino a gennaio 2014!… E decidere di esserci potrebbe rivelarsi una delle decisioni migliori della vostra vita…
Ciao Roberto! Come stai?
Ti scrivo per ringraziarti dei meravigliosi giorni di Leadership Seminar a Pesaro e per raccontarti un po’ di conseguenze che quel corso ha avuto sulla mia vita quotidiana.. Ho aspettato un po’ a scriverti perché preferivo non farlo sull’onda dello sconvolgimento emotivo immediato e aspettare di vedere il riscontro nei giorni seguenti… Leggi tutto…
Posted in Coaching & Training on 12 febbraio 2013 at 11:00
Cosa abbiamo imparato?
Quante volte abbiamo ricevuto una vera e propria lezione di vita?
Ma soprattutto, in che modo ci è stata utile?
Lo scorso articolo abbiamo parlato di “Conoscere e apprezzare quello che è successo l’anno passato” e oggi vorrei fare con te un altro step in questa direzione.
Ripensando agli anni passati, tutti ci siamo imbattuti in un’esperienza che ci ha cambiato, magari anche una semplice chiacchierata con un parente o un amico che ci ha trasmesso qualcosa di veramente importante, offrendoci così una grande possibilità di crescita.
Può essere stato un momento molto bello da vivere, come è anche possibile che la cosa non sia stata così piacevole al momento, un po’ come uno spintone fuori dalla nostra zona di comfort, un piccolo terremoto interno.
Ma in ogni caso, è la “lezione” che è rimasta con noi la cosa più importante.
Anche le esperienze che gli altri condividono con noi attraverso i loro racconti, hanno un potenziale grandissimo e spesso si trasformano in grandissimi insegnamenti. E da questo punto di vista, al giorno d’oggi internet può giocare un ruolo chiave: abbiamo infatti la possibilità di incontrare quotidianamente sulla rete, oltre alla solità “spazzatura”, anche tantissime storie di persone che possono essere esempi straordinari: personaggi come Alex Zanardi o Nick Vujicic o la meravigliosa Simona Atzori, acclamata ospite dell’ultimo Italian Leadership Event, svoltosi all’Università della Bicocca di Milano. (guarda qui il bellissimo videoriassunto dell’evento!)
Non li conosciamo direttamente, eppure possiamo leggere le loro storie o vederne la testimonianza su YouTube in qualsiasi momento e farne tesoro. E solitamente tendiamo a condividere in rete queste esperienze riconoscendone un immenso potere: quello di scuotere le nostre credenze, spingendoci a uscire dalla nostra zona di comfort e dando forti stimoli verso il cambiamento. (continua a leggere…) Leggi tutto…
Posted in Coaching & Training on 23 gennaio 2013 at 4:44
Conoscere e apprezzare quello che è successo l’anno passato
Se c’è un periodo dell’anno dove tutti facciamo buoni propositi è quello compreso tra Natale e capodanno, vero? In quel periodo pianifichiamo, progettiamo e ci ripromettiamo di smettere o iniziare a fare una lunga lista di cose. E, molto probabilmente, qualche settimana fa, con la chiusura del 2012, nemmeno tu ti sei sottratto a questo rituale!…
Purtroppo, molto spesso, l’anno successivo buona parte delle persone fa la triste scoperta di non aver portato a termine quasi nulla di quanto si erano ripromesse…
Come mai succede?
Il perché è molto semplice: non bastano i “buoni propositi” di fine anno per mettere in pista il cambiamento desiderato nella nostra vita.
Se n’è accorta Jinny S. Ditzler, quando 30 anni fa ha elaborato il metodo Best Year Yet®, in italiano “Il Miglior Anno di Sempre”.
Ha realizzato un sistema – utilizzato negli anni da milioni di persone e diventato un vero best seller – capace di guidarci nella creazione dell’anno migliore della nostra vita. Potremmo dire che ha trovato la formula per trasformare i buoni propositi in realtà!
La “formula”, apparentemente semplice, racchiude in se un enorme potere: attraverso 10 domande ci guida in un percorso di 10 passi che finirà per fornirci le risposte, e di conseguenza le risorse, in grado di fare del prossimo anno, l’anno migliore di sempre.
10 domande capaci di farci riflettere, ragionare e agire di conseguenza. (Continua a leggere…) Leggi tutto…
Posted in Coaching & Training on 29 novembre 2012 at 11:03
Quanto hai sul tuo conto corrente emozionale?
Esiste qualcosa di più complicato, del sottile equilibrio, che regola le relazioni interpersonali?
In tanti anni di corsi, a contatto con la gente, ho visto come i conflitti personali fossero spesso all’origine di problemi, diventati col tempo, di proporzioni impressionati.
Il famoso effetto “valanga”: da un’incomprensione apparentemente insignificante, si genera una rottura, che col tempo, diventa quasi irrisolvibile.
Di chi è la colpa?
Questa è la domanda che più piace a chi è coinvolto in problemi di natura personale.
Perché fino all’ultimo, l’orgoglio, l’ego e il senso di rivalsa devono farsi sentire: per spaccare il capello in quattro sulle responsabilità. Leggi tutto…
Posted in Diario HRD, My Life, Success Stories on 18 ottobre 2012 at 2:36
Diario di bordo dell’Italian Leadership Event 2012
“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” diceva Shakespeare
Sognavo un grande evento con esempi italiani di leadership del mondo culturale, artistico, della moda, dello sport, dello spettacolo…
Nel 2011 con la prima edizione di Italian Leadership Event il sogno si è realizzato e quest’anno abbiamo replicato con nuovi importanti ospiti: la Medaglia d’oro olimpica di Londra 2012 Jessica Rossi, il Manager di Valentino Rossi, Davide Brivio, l’attesissimo Oliviero Toscani, Federico Grom, ideatore dell’omonima catena di gelaterie, Simona Atzori, la ballerina senza braccia che ha incantato Sanremo, Sergio Borra, master trainer della Dale Carnegie Italia, Paolo Crepet noto psichiatra e psicologo. Sul palco anche i comici Fabrizio Fontana e Giuseppe Giacobazzi che ci hanno fatto ridere ma anche riflettere. Come l’anno scorso il mitico Red Ronnie mi ha affiancato nella consegna degli Italian Leadership Awards a Elio Fiorucci, Gualtiero Marchesi e Simona Atzori.
Ospiti speciali in una location speciale, l’Università Bicocca di Milano per uno scopo speciale: sostenere con il ricavato la comunità Exodus di Don Antonio Mazzi. Leggi tutto…
Posted in Coaching & Training on 10 ottobre 2012 at 3:18
Abili comunicatori!
Comunicare significa essere in grado di farsi ascoltare, in molti casi di convincere e sicuramente di guadagnarsi il rispetto di chi ci ascolta. E se questa è una cosa già di per sé non facile con un singolo interlocutore, con un gruppo di persone, magari molto numeroso, diventa sicuramente ancor più impegnativo.
Insomma, quando si parla in pubblico, le abilità da mettere in gioco, diventano importanti e avventurarsi senza una preparazione – andare “allo sbaraglio” – sarebbe un errore fatale.
Sostanzialmente, bisogna lavorare su 2 fronti: migliorare le nostre doti comunicative ed eliminare gli errori più comuni.
Contrariamente a quello che si pensa, la comunicazione in pubblico, non ha a che fare con regole rigide da osservare scrupolosamente. Al contrario, afferrati i concetti generali, l’obiettivo è quello di liberarsi degli schemi prestabiliti, per comunicare nel modo più naturale possibile. Leggi tutto…
Posted in Senza categoria on 7 ottobre 2012 at 4:31
Sei un Campione!
Parte il nuovo Road-Show di Roberto Re dal 15 Ottobre in 16 città italiane!
Clicca qui per maggiori informazioni!
Posted in Diario HRD, Friends & Co., IMHO on 28 settembre 2012 at 8:00
Una volta tanto, lo faccio!…
Qualche settimana fa, su un blog che per i validissimi contenuti mi sono trovato spesso a leggere negli ultimi tempi, “Venditore Vincente”, è uscito un articolo dal titolo alquanto provocatorio: “Perché Roberto Re e Livio Sgarbi non devono leggere questo articolo”
L’articolo, in pieno stile dell’autore del Blog, Frank Merenda, fa una disamina tecnica da un punto di vista di “marketing” e di “brand positioning” del mondo della formazione, mettendo in contrapposizione me e Livio (che è l’unica cosa che mi è dispiaciuta dell’articolo, perché non considero in nessun modo Livio un mio antagonista, visti anche i tanti anni in cui abbiamo condiviso gioie e dolori e soprattutto i primi passi professionali e imprenditoriali!).
Ma non è di questo che voglio parlarvi, anche se era necessario farlo per fornirvi il background necessario a comprendere il cuore di questo articolo.
Già che ci sono però, colgo l’occasione per affermare che non avevo mai conosciuto né personalmente, né per via telematica Frank prima che scrivesse quell’articolo, visto che alcuni malpensanti hanno subito malignato sul fatto che quell’articolo fosse stato commissionato dal sottoscritto e che io e Frank fossimo, sotto sotto… compagni di merenda!
Solo dopo aver letto l’articolo l’ho contattato via mail e abbiamo poi avuto modo di conoscerci.
Com’era ovvio l’articolo ha sollevato un vespaio di commenti, tra gli amanti e i detrattori del mondo dello sviluppo personale, che alla fine si sono andati a fossilizzare su contrapposizioni tipo Re è bravo/non è bravo, i corsi HRD sono fantastici/fanno schifo, il firewalking si/il firewalking no, uscendo così completamente dallo spirito dell’articolo (e dello stesso blog e gruppo Facebook)…
E oggi, proprio sul gruppo Facebook “Venditore Vincente”, mi è capitato di leggere un post dello stesso Frank Merenda che raddrizza il tiro e che mi è piaciuto moltissimo e che quindi voglio riproporvi.
Mi scuso subito perché il post parla molto bene di me e di solito io non posto mai messaggi o mail che lodano me o il mio lavoro. Per carità, non ci sarebbe niente di male (molti lo fanno), ma semplicemente non mi piace l’idea di essere io a riportare qualcosa di molto positivo che qualcuno pensa di me! La mia filosofia è che se vuole lo posta chi l’ha scritto e che le migliaia di messaggi bellissimi che ricevo privatamente da ex-corsisti o dai lettori dei miei libri, poiché sono privati, tali devono restare, a meno che l’autore non decida di renderli pubblici…
Ma questa volta faccio uno strappo alla mia stessa regola, visto che, anche se loda il mio operato in questi anni, credo che il post veicoli un messaggio ancora più importante che è: prima di criticare, tu cos’hai fatto? Invece che criticare, cosa potresti imparare?
Il mondo è pieno di gente che parla… Molti meno sono quelli che fanno.
Ancora meno sono quelli che ottengono risultati in maniera consistente nel tempo.
E, perdonatemelo, sono estremamente fiero di far parte di quest’ultima categoria!… Come dice “Il Boss” di “The Apprentice”, contro le invidie altrui il tuo successo è la miglior vendetta!
Perciò, eccovi qui il post a cui facevo riferimento (tratto dal gruppo Facebook “Venditore Vincente”):
Ragazzi, anche se state scherzando facciamo a capirci per chi legge e non conosce la “goliardia” media del gruppo.
Una volta appurato che magari non siete parte del target di Roberto Re, visto che lui ha il suo, io ho il mio, Sgarbi per dirne uno ne ha un altro ancora, ecc… sarebbe interessante porsi domande intelligenti legate alla vendita, invece che focalizzarsi solo sul fatto di “non essere interessati” al prodotto.
Nel caso specifico Roberto Re ha creato un mercato della formazione che non esisteva a partire dal 1992, anno nel quale il sottoscritto aveva 15 anni e pensava al massimo a truccare il motorino.
Posto che ci occupiamo di target diversi, io oggi ho una cassa di risonanza forte come quella di internet, mentre lui ha creato tutto da zero e dal nulla. Come ha fatto a creare un polo di attrazione così forte? Come potrei farlo io nella mia azienda? Questa è la domanda che ognuno di noi si dovrebbe porre.
Io sono bravino, ho creato il blog vendite più seguito d’Italia con decine di migliaia di visite mese. Ok. Oggettivamente mi chiedo sempre se sono io che sono bravo o i competitor che sono degli svenuti impresentabili. Comunque c’è un piccolo problema. Il mio blog è gratis.
Roberto ha creato un bestseller che ha venduto 200.000 copie. 200.000 persone che hanno tirato fuori di tasca loro i soldini per comprare ciò che lui ha scritto, senza considerare i volumi elevati comunque degli altri testi. Qualcuno di voi, me compreso, è stato in grado di fare altrettanto? Eppure anche nel suo settore, quello della crescita personale, vi sono decine e decine di competitor anche internazionali.
Che a voi o me i corsi HRD piacciano o meno, ci sono comunque decine di migliaia di persone che nel corso degli anni hanno pagato per frequentarli. Sono un target diverso da voi? Ok. Ma nessuno ha piantato loro una pistola alla tempia, né mi sembra basso il livello di soddisfazione dei partecipanti. La domanda che dovremmo porci è “Come cazzo ha fatto Roberto ad avere folle di persone che lo adorano che pagano per andarlo a vedere e ritornano di anno in anno?”.
Ognuno di noi nella sua azienda ha decine di migliaia di fans pronti a correre per comprare i nostri prodotti? Io sicuramente non mi avvicino nemmeno ai livelli di Roberto. Magari voi siete più bravi di me.
L’altro giorno a pranzo, mentre cagatissimi mangiavamo una umile insalata di merda, c’era la gente che lo riconosceva nel ristorante e veniva chiedergli autografi e dediche per amici e parenti. A me la gente non viene a chiedere autografi. Quando mi va bene al massimo una bella ragazza mi chiede di uscire. A voi li chiedono?
Ha creato il settore della crescita personale da zero. Un settore che si rivolge a bisogni e desideri di un target specifico di persone. Target che, nonostante decine e decine di cloni che mangiano grazie al fatto che lui abbia letteralmente “inventato un mestiere” che loro si sono copiati e rivenduti, continuano negli anni a preferire lui come leader indiscusso. Se fosse un ciarlatano riferito al suo settore, la gente sarebbe migrata altrove con tutta l’offerta che c’è no? Eppure dopo 20 anni il Re è sempre e solo lui.
Tutto sto faldone per dire che la case history di Roberto, che siate o meno il target della sua clientela, dovrebbe fornirvi spunti, domande ed ispirazione, lo ribadisco, a prescindere se il suo “prodotto” vi interessa.
Voi siete stati in grado, con il vostro target ed il vostro prodotto, di fare quello che ha fatto lui? Questa è la domanda corretta da farsi.
Comportatevi meglio e ragionate con più lucidità dell’italiano medio. Siamo letteralmente pieni di “guru del fallimento”. Gente che sa tutto di tutto ma nella vita è un fallito e non ha mai concluso un cazzo. Perché c’è la crisi, le sette piaghe d’egitto, il complotto giudaico-massonico, le scie chimiche ecc…
I falliti sono degli sfigati che criticano dagli spalti, ma nei dati di fatto non sanno fare un cazzo di nulla. E sono falliti sfigati perché ragionano da sfigati.
La regola delle persone in gamba è una sola : pensa a fare il tuo e prima di criticare magari sarebbe il caso che tu fossi in grado di fare di meglio della persona che critichi.
Voi comportatevi da persone intelligenti, ed elevatevi sopra la media e i mediocri. Questo è il consiglio che mi sento di darvi.
Bravo Frank! Non avrei saputo dirlo meglio.
PS: se volete imparare da chi “ha fatto” e “fa” ogni giorno, non perdetevi in nessun modo l’evento più completo nel suo genere (e a prezzi più che popolari!) dove Leader ed eccellenze italiane insegnano come sviluppare i propri talenti, se stessi e il proprio business.
Guarda qui e non mancare!
Posted in Coaching & Training, Success Stories on 4 settembre 2012 at 9:08
Le mie Olimpiadi.
Le ho seguite con passione sin da quando ero bambino e come qualsiasi bambino ho sognato più volte di esserci…
Ed è sicuramente stato questo il motivo principale che mi ha portato a dire sì quando mi è stato proposto prima dall’allenatore di Marta Menegatti e Greta Cicolari, campionesse italiane di beach volley e poi dalla tiratrice a volo Jessica Rossi, di seguirle come mental coach nell’avventura di Londra 2012.
Due sport diversi. Uno di coppia contro avversarie altrettanto agguerrite, l’altro da soli contro se stessi. Due sfide affascinanti. E soprattutto la possibilità di partecipare a un’Olimpiade non da spettatore, ma come parte integrante del team. Il bambino che è ancora ben vivo dentro di me non poteva certo perdere questa opportunità!…
E devo dire che è stata un’esperienza stupenda sotto ogni punto di vista.
Da un punto di vista professionale le due situazioni erano notevolmente differenti e anche per questo estremamente intriganti. Continua a leggere… Leggi tutto…
Posted in Coaching & Training on 21 giugno 2012 at 2:08
Datemi una leva e solleverò il mondo!
Per una volta proviamo a partire dal fondo, come quei film che nei primi secondi mostrano la scena finale.
Nel nostro caso, la ripresa inizia in campo lungo, stringendo gradualmente su un gruppo di uomini e donne. Sorridenti e con sguardi attenti, seguono le parole di un uomo che sembra essere sul finire del suo discorso. Infatti, con tono conclusivo, la sua voce diventa comprensibile su queste parole: “… ed ecco perché, piacere e dolore, sono le 2 forze che ci guidano nell’agire.”
Non sappiamo ancora di cosa avessero parlato, ma prima di scoprirlo facciamo un passo indietro.
In questi anni di formazione, come Coach e come studente (eh già, non si finisce mai di apprendere!), ho avuto la possibilità di studiare davvero tante tecniche sul miglioramento personale. Di queste, molte venivano presentate come “miracolose” e credo che qualcosa di simile sia successo a tutti quelli che come me si sono mossi in questo settore. Ma facendo la conta dei morti sul campo di battaglia, è facile accorgersi che dopo molti anni, di tutti gli “strumenti” che abbiamo appreso, molti non servivano, altri non funzionavano e pochi erano davvero preziosi.
Niente di male se siamo riusciti a fare nostri quelli preziosi. Sono quelli che fanno la differenza.
Nella lista dei preziosi, il concetto di “leva” entra a pieno titolo e, proprio come il principio fisico (che agisce grazie a una meccanica precisa ma semplice), la leva che possiamo utilizzare per migliorare la nostra vita, sfrutta una forza modesta permettendoci di ottenere risultati grandiosi.
Nell’essere umano, le forze che fanno muovere questa leva, sono il piacere e il dolore: da qui la definizione di “leva piacere/dolore”.
La cosa è molto più semplice di quello che sembri. Istintivamente facciamo le nostre scelte in modo che rispettino sempre queste due condizioni: allontanarci dal dolore e avvicinarci al piacere.
Leve, forze, dolore e un film che stava finendo… Quando le cose sembrano poco chiare, pensare alla vita di tutti i giorni, aiuta a trovare un riscontro reale.
Pensiamo quindi a una delle tante volte in cui ci siamo sentiti motivati: eravamo sicuramente carichi di entusiasmo, con il pieno di energie fisiche e mentali e capaci di focalizzare ogni nostra azione sui risultati. Bella sensazione vero?
Allo stesso modo, tutti abbiamo provato l’orrenda sensazione di essere demotivati, vicini all’apatia in alcuni casi. Spenti, con le energie fisiche e mentali a zero e una strana (e dannosa) capacità di focalizzare ogni pensiero su aspetti negativi e fallimenti.
Abbiamo sperimentato entrambe le situazioni, ma quello che spesso ci manca è la consapevolezza per stimolare noi stessi ad accedere allo stato d’animo desiderato.
La nostra capacità di entrare e uscire da uno stato di entusiasmo e da una sensazione di apatia può essere facilmente regolata, dipende infatti dalla leva piacere/dolore.
Associamo del dolore a qualcosa da fare e sicuramente entreranno in campo tutti gli elementi capaci di disincentivare quella scelta. Vedremo all’improvviso solo gli aspetti negativi, perderemo la capacità di intravedere un successo all’orizzonte e avremo la strana sensazione fisica e mentale di non avere le forze necessarie per affrontare l’impresa.
Lo stesso processo si svolge con precisione anche in positivo. Associamo piacere a un obiettivo e improvvisamente troveremo forze, entusiasmo, energia mentale e fisica e ottimismo per affrontare l’impresa.
Finché il piacere sarà superiore al dolore procederemo con entusiasmo, nel caso contrario arresteremo subito tutto, bloccando ogni azione propositiva.
La leva quindi non fa nulla di sbagliato, tutt’altro, si adopera per allontanarci dal dolore e avvicinarci al piacere. Mette in campo una forza capace di attrarre e respingere situazioni desiderate e indesiderate.
Per questo diventa determinante la nostra visione delle cose, la nostra capacità di associare piacere o dolore alla singola situazione, focalizzandoci su ciò che è meglio per noi e mettendo a fuoco ciò che, al contrario, non è positivo.
Vogliamo smettere di fare qualcosa, perché sappiamo che è un male per noi, ma non ci riusciamo? Associamo più dolore a quella situazione! Quali saranno le conseguenze negative dell’indulgere in quel comportamento o in quell’abitudine nociva? Cosa mi potrebbe costare? Dove mi porterà in 3, 5, 10 anni continuare a trovarmi scuse e non fare ciò che è giusto?…
L’esempio classico è quello di perdere un vizio negativo, per esempio fumare: finché la quantità di piacere associata alla sigaretta sarà superiore alla quantità di dolore legata al fare del male a se stessi, non ci sono speranze di rompere la nostra amicizia quotidiana con il tabaccaio all’angolo. Ma nel momento stesso in cui sulla bilancia, il dolore peserà più del piacere, la leva farà il suo lavoro senza problemi. Ed è in effetti il meccanismo mentale utilizzato per lo più inconsciamente dalla maggior parte di coloro che hanno smesso di fumare.
Quello delle sigarette è un esempio tra tanti, ma lo stesso vale per cattive abitudini alimentari o altri atteggiamenti altamente nocivi per la nostra salute, così come per scelte che porterebbero enormi benefici nella nostra vita, ma che continuiamo a rimandare.
Insomma, le casistiche sono tante, ma tutte rispondono senza eccezioni al principio della leva che continua a seguire semplici dinamiche per regolare le nostre scelte. Il piacere accende il nostro motore e il dolore lo arresta “ed ecco perché, piacere e dolore, sono le 2 forze che ci guidano nell’agire”.
PS: è arrivata l’estate!… Vuoi associare piacere all’idea di dimagrire, mangiare meglio, alzare i tuoi livelli di energia e vitalità? Insomma condizionarti positivamente nei confronti del tuo benessere?… Scopri subito l’audio/video corso “Energy in Action!” creato da me e Roy Martina!







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